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Elettronauti | Rimac
Plenitude On The Road
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Mate Rimac tra BMW, Bugatti e la nuova tecnologia elettrica

5 min.

Mate Rimac ha costruito la propria reputazione dimostrando che la propulsione elettrica può raggiungere livelli estremi di prestazioni. Oggi, però, la sua attività va ben oltre la produzione di hypercar ad alte prestazioni. Il gruppo croato sviluppa tecnologie per altri costruttori e guida Bugatti Rimac, realtà che unisce competenze elettriche, ingegneria avanzata e una tradizione automobilistica esclusiva.

La strategia del manager si muove quindi su più fronti. Da una parte c’è Rimac, marchio associato a vetture elettriche ad altissima potenza. Dall’altra c’è Rimac Technology, fornitore di sistemi e componenti per case automobilistiche, mentre Bugatti mantiene un’identità distinta nel segmento delle hypercar di lusso. Questa articolazione consente al gruppo di lavorare sia sulle tecnologie del futuro sia su prodotti rivolti a una clientela molto particolare.

La collaborazione con BMW porta la tecnologia Rimac su nuovi modelli

Uno degli sviluppi più rilevanti riguarda la collaborazione con BMW. Secondo quanto riportato da BMWBlog, Mate Rimac ha confermato che, oltre al progetto già annunciato per la BMW i7 aggiornata, sono in sviluppo altri due veicoli che utilizzeranno tecnologie realizzate con il contributo dell’azienda croata. I dettagli sui modelli non sono stati resi pubblici, perciò non è ancora possibile stabilire quali vetture adotteranno questi sistemi.

La partnership rappresenta un passaggio importante per Rimac Technology. Collaborare con un grande costruttore premium significa dimostrare non soltanto la capacità di sviluppare soluzioni innovative, ma anche di rispettare requisiti industriali rigorosi, dai costi alla qualità, fino ai volumi produttivi. Nel settore automobilistico, infatti, una tecnologia promettente deve poter essere prodotta in modo affidabile e integrata nei processi di una casa globale.

Il lavoro sulla BMW i7 riguarda in particolare l’integrazione di nuove celle cilindriche e l’evoluzione dell’architettura della batteria. Le informazioni pubblicate indicano un aumento della densità energetica e della capacità utilizzabile, con benefici dichiarati per autonomia e ricarica. Le prestazioni definitive dipendono comunque dalla configurazione del modello e dalle specifiche omologate dal costruttore.

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Bugatti sceglie una strada diversa dalla hypercar elettrica

La strategia di Bugatti mostra un’altra faccia della visione di Rimac. Sebbene il suo percorso imprenditoriale sia legato alla mobilità elettrica, il manager ha sostenuto che una Bugatti completamente elettrica non fosse necessariamente la scelta migliore per il pubblico del marchio. In un’intervista ripresa da Yahoo Autos, Rimac ha spiegato che il riscontro commerciale della Nevera ha contribuito a orientare la decisione verso una soluzione ibrida per la Tourbillon.

La Nevera ha dimostrato quanto possa essere estrema una vettura elettrica, ma la domanda di hypercar a batteria è rimasta limitata rispetto ai volumi inizialmente previsti. Per una parte dei clienti più facoltosi, infatti, l’acquisto non dipende soltanto dall’accelerazione o dai dati di potenza. Contano anche il carattere del motore, il coinvolgimento alla guida, il design e la sensazione di possedere un oggetto meccanico fuori dal comune.

La Tourbillon segue quindi una direzione differente, combinando un motore V16 aspirato con un sistema ibrido plug-in. Questa architettura permette a Bugatti di integrare l’elettrificazione senza rinunciare a una componente meccanica centrale nell’identità del marchio. La scelta evidenzia come la transizione energetica non proceda allo stesso ritmo in tutti i segmenti del mercato.

Un gruppo che deve conciliare ricerca, produzione e identità

Per Rimac, la sfida consiste nel far crescere attività con esigenze diverse. Lo sviluppo di batterie, sistemi elettrici e componenti destinati ad altri costruttori richiede investimenti, capacità produttiva e standard industriali elevati. La costruzione di hypercar, invece, dipende da volumi contenuti, lavorazioni specialistiche e un rapporto molto stretto tra tecnologia, design ed esclusività.

Questi due mondi possono rafforzarsi a vicenda, ma non sono intercambiabili. L’esperienza maturata con le vetture elettriche può alimentare nuove soluzioni per i partner industriali, mentre le collaborazioni con grandi case automobilistiche offrono opportunità di crescita e validazione su scala più ampia. Bugatti, nel frattempo, può continuare a sviluppare prodotti coerenti con le aspettative dei suoi clienti.

Il percorso del gruppo mostra dunque una strategia meno semplice di una conversione totale all’elettrico. L’obiettivo è mettere a frutto l’innovazione dove offre un vantaggio concreto, senza ignorare il valore emotivo e culturale che caratterizza le automobili di lusso. Nei prossimi anni, i nuovi progetti industriali e l’evoluzione della gamma Bugatti aiuteranno a capire quanto questo equilibrio possa consolidarsi.

Il futuro di Rimac tra nuove partnership e supercar esclusive

La conferma di altri due progetti con BMW suggerisce che Rimac Technology voglia ampliare il proprio ruolo come partner tecnico dell’industria. Al tempo stesso, la scelta ibrida di Bugatti indica che le hypercar di fascia altissima possono seguire una traiettoria diversa rispetto alle auto destinate all’uso quotidiano. Per Mate Rimac, la crescita passa dalla capacità di distinguere questi mercati e rispondere alle loro esigenze senza perdere coerenza tecnologica.

Resta da scoprire quali saranno i prossimi modelli coinvolti nella collaborazione con BMW e come evolverà la futura gamma Bugatti. Sono due sviluppi da seguire con attenzione, perché mostrano come elettrificazione, motori tradizionali e ibridazione possano convivere all’interno dello stesso ecosistema industriale.

Secondo voi, le hypercar di lusso dovrebbero diventare completamente elettriche oppure mantenere motori termici e soluzioni ibride?

Fonte
  • https://www.bmwblog.com/2026/10/23/rimac-confirms-working-with-bmw-two-cars/
Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.