Importazione di EV cinesi usati aggira tariffe europee
Le EV cinesi usate conquistano spazio nel mercato europeo. China EV Marketplace (CEVM), società che esporta veicoli, indica per i clienti dell’Unione europea 7.900 vendite di auto di seconda mano fino a settembre, con una crescita del 280% su base annua. Nello stesso periodo le vendite di auto nuove verso l’UE sono scese del 44%. La differenza nasce da una regola precisa: i dazi europei colpiscono le elettriche nuove, non quelle già immatricolate.
Perché i dazi non colpiscono le auto elettriche di seconda mano
Dall’ottobre 2024 l’Unione europea applica dazi compensativi alle auto elettriche a batteria costruite in Cina. Bruxelles ha motivato la misura con i sussidi statali ricevuti dai costruttori. Sommati ai dazi di base, i valori raggiungono il 45,3%. Le vetture usate restano fuori dai dazi aggiuntivi e dal nuovo limite sugli ibridi plug-in.
Jakub Geršl, direttore operativo di CEVM, ha spiegato a CarNewsChina che le tariffe hanno frenato la domanda di elettriche nuove tra i clienti europei. Per questo la società ha messo l’usato al centro della propria attività nel continente.
Prezzi, chilometraggio e marchi disponibili
Il team di CEVM a Shanghai cerca vetture con circa 6.000 km sul contachilometri. Il prezzo scende fino al 40% sotto il listino cinese originale. Il portale elenca oltre 2.600 auto elettriche usate, con un inventario aggiornato quasi ogni giorno. Tra i marchi compaiono BYD, Geely, Zeekr, Xiaomi, Denza, Lynk & Co e Avatr.
Il ribasso deriva dalla guerra dei prezzi in Cina. I modelli nuovi costano sempre meno e trascinano verso il basso anche i valori dell’usato. Inoltre i clienti cinesi preferiscono l’auto appena uscita dalla fabbrica. Secondo il sito specializzato The Electric Viking, nemmeno con i costi di spedizione una nuova elettrica europea si avvicina a queste cifre. La piattaforma dichiara di garantire l’omologazione di ogni veicolo per la circolazione nell’UE. Anche il Canada segue lo stesso schema.

Dagli ibridi plug-in al tetto di 350.000 unità
Prima dell’usato, i costruttori cinesi avevano puntato sugli ibridi plug-in. L’indagine sui sussidi non li comprendeva e restavano soggetti al solo dazio del 10%. Nei primi quattro mesi del 2026 il valore delle importazioni europee di ibridi cinesi ha toccato 3,176 miliardi di euro e ha superato per la prima volta i 2,808 miliardi delle elettriche pure.
Dopo i colloqui di Pechino, Cina e UE hanno concordato un limite alle esportazioni di ibridi. The Electric Viking indica un tetto di 350.000 unità l’anno. Pechino ridurrà inoltre i dazi su sette categorie di prodotti europei, tra cui componenti auto, olio d’oliva e calzature. Alcuni costruttori scelgono un’altra strada e producono in Europa, come BYD nello stabilimento ungherese.
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I numeri dell’export cinese verso l’Europa
I dati di Gasgoo Automotive Institute mostrano che le barriere non fermano la crescita. Nel primo trimestre 2026 le esportazioni cinesi verso l’Europa hanno raggiunto 438.400 unità, con un aumento dell’84,7%. Le elettriche pure hanno toccato quota 198.300 e gli ibridi plug-in 106.000, in crescita del 152,4%. Nel 2025 l’export complessivo ha superato 1,21 milioni di veicoli, contro gli 898.400 del 2024.
Le nuove regole di Pechino sull’export di usato
La Cina stringe i controlli sulle vendite estere. Dal 1° gennaio 2026 un’auto elettrica richiede una licenza per lasciare il Paese. Una norma distinta riguarda le vetture immatricolate da meno di 180 giorni. Chi le esporta deve dimostrare di poter garantire l’assistenza post-vendita nel luogo di destinazione.
La regola non vieta l’export di usato, ma lo lega alla responsabilità del costruttore. Le autorità puntano alle cosiddette auto a “chilometro zero”, cioè veicoli nuovi registrati come usati. CarNewsChina riferisce che molte di queste vetture arrivavano all’estero senza adattamenti locali né assistenza ufficiale. Gli acquirenti lamentavano problemi di manutenzione, software e servizio batteria. Le esportazioni cinesi di auto usate sono salite da 15.000 unità nel 2021 a 436.000 nel 2024.

Garanzia, assistenza e ricambi
Il quadro lascia aperte alcune questioni pratiche per chi acquista. Servono un’omologazione valida, una garanzia chiara e una rete in grado di fornire ricambi e aggiornamenti software. I dazi non coprono l’usato, ma la sua convenienza dipende anche da questi aspetti.
Un’auto elettrica cinese usata, con pochi chilometri e un prezzo inferiore del 40%, vi convince di più di una nuova europea, o l’assenza di assistenza ufficiale pesa di più sulla vostra scelta?
Fonte
- https://carnewschina.com/2025/12/19/china-targets-zero-kilometre-used-cars-with-new-180-day-export-rule-effective-2026/

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.




