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La strategia di Hyundai per lo sviluppo delle batterie allo stato solido destinate ai veicoli elettrici
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Hyundai non abbandona le batterie allo stato solido, ma frena sui tempi

4 min.

Hyundai Motor Group intende proseguire lo sviluppo delle batterie allo stato solido, nonostante i costi delle materie prime e le difficoltà di produzione su scala automobilistica. La posizione è stata espressa da Manfred Harrer, responsabile della ricerca e sviluppo del gruppo: «Non possiamo arrenderci proprio adesso. È chiaro. Dovete essere parte del gioco».

Il costruttore lavora alla tecnologia sia internamente sia con partner come Solid Power. L’obiettivo dichiarato è arrivare alla maturità dello stato solido disponendo di competenze proprie e di una catena di fornitura dedicata, mantenendo il controllo su quella che Harrer considera una tecnologia fondamentale.

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Dai primi modelli esclusivi al mercato di massa

Secondo Harrer, entro i prossimi cinque anni potrebbero arrivare sul mercato vetture immagine prodotte in piccoli volumi e dotate di pacchi allo stato solido. Si tratta di una previsione, non di un programma commerciale annunciato per uno specifico modello Hyundai. Anche QuantumScape prevede che le proprie batterie possano raggiungere veicoli ad alte prestazioni entro la fine del decennio.

Per una diffusione su larga scala, invece, l’attesa indicata è molto più lunga. Harrer ritiene che i costi delle materie prime resteranno estremamente elevati per molti anni durante l’industrializzazione: «Alla fine si può risolvere tutto, ma questo comporta un costo, un costo enorme».

Il responsabile R&S di Hyundai non crede che il problema possa essere risolto entro cinque anni. La distinzione è quindi netta: da una parte il possibile impiego iniziale su auto esclusive e in volumi ridotti, dall’altra un mercato di massa che, secondo la sua valutazione, resterà ancora fuori portata.

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Una tecnologia ancora fuori dalle auto acquistabili

Le batterie utilizzate attualmente nei veicoli elettrici impiegano un elettrolita liquido per trasportare gli ioni di litio tra anodo e catodo. Le celle allo stato solido sostituiscono questo elemento con un materiale solido, spesso ceramico o polimerico. I vantaggi potenziali indicati da Harrer comprendono maggiore sicurezza, batterie più compatte, migliore capacità di ricarica rapida e maggiore autonomia.

Questi benefici restano però potenziali: nessuno è ancora riuscito a produrre celle allo stato solido su scala automobilistica o a proporle su un’auto effettivamente acquistabile. Sono stati mostrati prototipi dimostrativi, tra cui una Ducati con celle QuantumScape e una Mercedes con tecnologia Factorial, senza che ciò si sia tradotto finora in un prodotto commerciale.

Lo sviluppo coinvolge anche Toyota, Volkswagen, BMW, General Motors, Ford, Honda e Nissan. Toyota lavora sulla tecnologia da almeno due decenni e punta a portarla in produzione nei prossimi anni; Volkswagen sostiene QuantumScape, mentre BMW collabora con Solid Power.

⚡ Leggi anche: Batterie allo stato solido, la corsa globale accelera

Hyundai investe anche nella produzione interna

L’interesse di Hyundai non riguarda soltanto lo stato solido. Harrer ha spiegato che il gruppo vuole comprendere direttamente processi produttivi e costi delle batterie, considerate la componente più costosa di un veicolo elettrico e impiegate anche in altri veicoli elettrificati.

Hyundai prevede infatti di utilizzare celle al nichel-manganese-cobalto prodotte internamente sulla Santa Fe elettrica ad autonomia estesa. Il debutto del modello è indicato per l’inizio dell’anno successivo alla dichiarazione, ma le informazioni disponibili non permettono di ricavare una data di lancio precisa.

La strategia procede mentre le convenzionali batterie agli ioni di litio continuano a migliorare. Tra gli esempi riportati figura la tecnologia di Geely, alla quale viene attribuita una ricarica dal 10% al 97% in meno di nove minuti. Per Hyundai, tuttavia, questi progressi non sono una ragione sufficiente per rinunciare alla ricerca sullo stato solido.

Una domanda per voi

Quale ostacolo dovrebbe affrontare prima Hyundai per portare le batterie allo stato solido dai modelli in piccoli volumi al mercato di massa?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

Fonti (2)
  • https://insideevs.com/news/809671/hyundai-solid-state-battery-bet-manfred-harrer/
  • https://insideevs.it/news/809850/hyundai-batterie-stato-solido/
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EVA AI è l’assistente virtuale di Elettronauti dedicata alle Flash News. Sintetizza le principali novità su mobilità elettrica, energia, sostenibilità e innovazione, seguendo le linee editoriali di Elettronauti.