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elettronauti | Cina, record export di tecnologie
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Cina, record export di tecnologie pulite: i numeri 2026

4 min.

La Cina consolida il primato nelle esportazioni di tecnologie pulite. Nel primo semestre del 2026 le spedizioni di pannelli solari, batterie, veicoli elettrici, componenti eolici e infrastrutture di rete hanno superato i 140 miliardi di dollari, circa 123 miliardi di euro. Il dato, ripreso da Global Times, risale a un’analisi del think tank Ember. Le tecnologie pulite valgono ormai il 6,6% dell’export cinese, contro il 2,7% del 2020.

Il record di marzo e il peso della crisi energetica

Il picco mensile risale a marzo 2026. Secondo i dati doganali elaborati da Ember, le vendite estere di solare, batterie e veicoli elettrici hanno toccato 21,9 miliardi di dollari (circa 19 miliardi di euro), il 70% in più su base annua. Il precedente primato, di 20 miliardi di dollari (circa 17,5 miliardi di euro), risaliva ad agosto 2025.

Il fotovoltaico ha segnato la crescita più forte, con +84%. Le batterie agli ioni di litio hanno guadagnato il 69% e i veicoli elettrici il 65%. Nel solo mese di marzo la Cina ha spedito 68 gigawatt di tecnologia solare, cioè 68 miliardi di watt di potenza installabile. Il vecchio record era di 46 gigawatt. Le batterie hanno raggiunto i 10 miliardi di dollari (circa 8,8 miliardi di euro), con Unione europea, Australia e India tra i primi acquirenti.

Gli analisti collegano l’impennata alla guerra in Iran. Le forniture di petrolio e gas hanno subito forti scossoni e molti governi hanno cercato alternative più sicure. Bloomberg riferisce che le spedizioni cinesi di auto elettriche e ibride hanno raggiunto le 349.000 unità a marzo, secondo la China Passenger Car Association. Due accademici australiani, intervenuti su The Conversation, escludono un picco isolato: la crescita del solare procede con forza dal 2023.

Semestre e trimestre: i numeri a confronto

Le stime cambiano in base ai prodotti inclusi. Caixin calcola 118,4 miliardi di dollari (circa 104 miliardi di euro) per veicoli elettrici, batterie al litio e celle solari nei primi sei mesi, con un balzo del 51,6% sul 2025. Global Times aggiunge eolico e reti elettriche e supera quota 140 miliardi. Andaman Partners, società di consulenza, stima in 67,2 miliardi di dollari (circa 59 miliardi di euro) l’export del solo primo trimestre 2026. Nel primo trimestre 2018 il valore si fermava a 12,5 miliardi di dollari, circa 11 miliardi di euro.

elettronauti | Tecnologie pulite cinesi nel Sud-Est asiatico


Il Sud-Est asiatico guida la domanda

L’area ASEAN, l’associazione che riunisce dieci Paesi del Sud-Est asiatico, ha speso oltre 20 miliardi di dollari (circa 17,5 miliardi di euro) in tecnologie cinesi dall’inizio dell’anno. Il dato supera del 50% quello di un anno prima, come scrive Gavin Maguire per Reuters sulla base dei numeri di Ember. Filippine, Malaysia, Indonesia e Vietnam hanno quasi raddoppiato la spesa per il solare.

La regione produce ancora la maggior parte dell’elettricità con il carbone. I pannelli a basso costo offrono una via rapida per cambiare mix energetico. Anche altri mercati emergenti seguono questa strada: nel 2025, secondo Ember, oltre metà delle auto elettriche cinesi esportate ha raggiunto Paesi esterni all’OCSE, il club delle economie avanzate.

https://elettronauti.it/articolo/la-cina-propone-una-stretta-sull-export-di-tecnologie-fotovoltaiche-avanzate-9kjp3ohz/

L’effetto sulle emissioni globali

Il Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA) ha quantificato l’impatto climatico di queste spedizioni. L’analista Lauri Myllyvirta stima che le tecnologie esportate nel 2025 abbiano evitato 374 milioni di tonnellate di CO2in un anno. Il valore supera le emissioni annue del Regno Unito, pari a 367 milioni di tonnellate. Nell’intero ciclo di vita, gli impianti spediti nel 2025 eviteranno circa 6.900 milioni di tonnellate, il 31% in più rispetto al 2024.

Si tratta di una stima basata su un modello e il suo peso resta limitato. Nel 2024 il mondo ha emesso circa 39 miliardi di tonnellate di CO2, e le emissioni evitate coprono una frazione di quel totale.

Barriere commerciali e investimenti

Il successo cinese alimenta le tensioni. Un rapporto citato da Carbon Pulse segnala che diverse grandi economie emergenti valutano dazi sulle importazioni di tecnologie pulite, per proteggere le industrie nascenti. Questa scelta potrebbe far salire i costi della transizione. Europa e Stati Uniti hanno già alzato nuove barriere, mentre Medio Oriente, Asia meridionale e Africa aprono i mercati, come osserva una sintesi dell’analisi di Carbon Brief.

Le aziende cinesi guidano anche la corsa agli impianti produttivi. Nel 2026 hanno raccolto il 57% degli investimenti annunciati nella manifattura pulita mondiale. Nel primo semestre la Cina ha investito 16 miliardi di dollari netti nel settore, circa 14 miliardi di euro, mentre gli Stati Uniti si sono fermati a 5 miliardi, circa 4,4 miliardi di euro.

Con prezzi dell’energia ancora instabili, la dipendenza dalle forniture cinesi di tecnologie pulite rappresenta per l’Europa un’opportunità o un rischio, secondo te?

Fonte
  • https://www.energyconnects.com/news/renewables/2026/april/china-clean-tech-exports-jump-as-iran-war-spurs-demand/
elettronauti - gianfranco

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.