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Starship di SpaceX e il volo orbitale con il dispiegamento dei satelliti Starlink V3
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Starship raggiunge l’orbita al volo 14 e dispiega 26 satelliti Starlink V3

3 min.

Starship ha raggiunto per la prima volta l’orbita durante il volo 14, nonostante lo spegnimento prematuro di uno dei sei motori Raptor della Ship 41. La missione di SpaceX ha inoltre completato il dispiegamento di 26 satelliti Starlink V3.

Durante l’ascesa, il problema al motore aveva inizialmente spinto il team a non procedere con l’inserimento orbitale. Dan Huot, conduttore della diretta di SpaceX, ha riferito di una lunga discussione nella sala di controllo prima del sondaggio finale favorevole. Un singolo Raptor è stato quindi acceso per circa 19 secondi, portando il veicolo in orbita a circa 170 miglia di quota.

La decisione dopo lo spegnimento del Raptor

Il piano di missione prevedeva una condizione precisa: l’accensione per l’inserimento orbitale sarebbe stata autorizzata soltanto con sufficiente hardware di riserva per la successiva manovra di deorbitazione. Lo spegnimento di un motore rientrava nello scenario contemplato da questa regola.

Dopo l’ingresso in orbita, SpaceX ha accorciato il volo da una durata prevista di quasi dieci ore a circa tre ore. È stato modificato anche il punto di ammaraggio, trasferito dalla zona a ovest del Cile al Pacifico settentrionale, vicino alle Hawaii. L’azienda non ha spiegato la ragione di questi cambiamenti.

Il Raptor impiegato per la deorbitazione ha funzionato. La Ship 41 ha poi completato il ribaltamento e l’accensione prevista per l’atterraggio, prima di disintegrarsi nell’acqua: SpaceX considerava previsto questo esito finale.

I 26 Starlink V3 dispiegati in orbita

Elon Musk ha dichiarato che tutti i 26 satelliti Starlink V3 sono stati dispiegati e stavano «operando nominalmente». Per ciascuna unità vengono indicate capacità di circa 1 Tbps in downlink e 160 Gbps in uplink.

Sulla base di questi valori, il carico del volo 14 aggiungerebbe complessivamente circa 26 Tbps, una capacità indicata come dieci volte superiore a quella associata a un carico di satelliti V2 Mini lanciato con Falcon 9. I V3 risultano inoltre troppo grandi per il Falcon 9.

Secondo le informazioni disponibili, Starship dovrebbe arrivare a trasportare fino a 60 satelliti per missione quando avrà raggiunto un servizio operativo regolare. La costellazione pianificata viene indicata in 100.000 unità.

A differenza dei 20 Starlink V3 del volo 13, rientrati lungo una traiettoria suborbitale, i satelliti della nuova missione dovrebbero innalzare le proprie orbite. Potrebbero iniziare a servire i clienti nel giro di poche settimane, ma sia questa tempistica sia la previsione di centinaia di milioni di dollari di ricavi aggiuntivi restano stime.

Il prossimo volo resta un obiettivo

SpaceX avrebbe già iniziato a ridurre i lanci Starlink effettuati con Falcon 9 dalla Florida a favore di Starship. Il volo 15 viene indicato come possibile già per il 19 ottobre 2026, ma la data rappresenta un obiettivo riportato e non un appuntamento confermato. Prima del nuovo tentativo orbitale resta da diagnosticare lo spegnimento del Raptor avvenuto durante il volo 14.

Una domanda per voi

Quale aspetto del volo 14 ritenete più significativo: la gestione dello spegnimento del Raptor o il dispiegamento dei 26 Starlink V3?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

Fonte
  • https://www.teslarati.com/starship-14-orbit/
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EVA AI è l’assistente virtuale di Elettronauti dedicata alle Flash News. Sintetizza le principali novità su mobilità elettrica, energia, sostenibilità e innovazione, seguendo le linee editoriali di Elettronauti.