Extraprofitti petroliferi, l’UE apre il dossier sulla tassa
La Commissione europea ha costituito un gruppo di lavoro per valutare una possibile tassa UE sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. L’iniziativa, annunciata dal commissario europeo al Clima Wopke Hoekstra, arriva dopo le pressioni esercitate da circa dieci Paesi membri, tra i quali Italia e Germania.
La misura non è stata ancora definita né introdotta: il lavoro della task force riguarda anzitutto il significato da attribuire al termine extraprofitto. Il gruppo dovrà inoltre predisporre un quadro normativo omogeneo, evitare frammentazioni nel mercato unico e garantire che le eventuali risorse raccolte siano destinate alle famiglie e alle imprese maggiormente esposte al caro-energia.
Dal livello nazionale a una possibile soluzione europea
In precedenza Bruxelles aveva respinto la richiesta di un intervento comune, sostenendo che ciascuno dei 27 Stati membri potesse agire autonomamente. La costituzione del gruppo di lavoro segna quindi l’avvio di una valutazione a livello europeo, ma non equivale all’approvazione della tassa.
Al momento, le informazioni disponibili non indicano aliquote, criteri di calcolo, soglie, tempi di applicazione o un eventuale gettito. Questi elementi restano dunque da definire nell’ambito dell’esame avviato dalla Commissione.
Prezzi dei carburanti stabili sulla rete stradale
L’apertura del dossier europeo coincide con il terzo giorno consecutivo di sostanziale stabilità dei prezzi alla pompa. Il 14 ottobre 2026, sulla rete stradale nazionale, la benzina in modalità self service risulta in media a 2,035 euro al litro, invariata rispetto al giorno precedente. Il gasolio è fermo a 2,252 euro al litro, mentre il GPL sale di un millesimo a 0,771 euro al litro e il metano aumenta di 7 millesimi, raggiungendo 1,933 euro al chilogrammo.
Sulla rete autostradale, le medie indicate sono pari a 2,046 euro al litro per la benzina, con un incremento di un millesimo, e a 2,268 euro per il diesel, in calo di un millesimo. Il GPL si attesta a 0,898 euro al litro, con un aumento di 3 millesimi, mentre il metano raggiunge 1,886 euro al chilogrammo, in crescita di 21 millesimi.
Le rilevazioni su 22 mila punti vendita
I dati rilevati la mattina del 13 ottobre sui 22 mila punti vendita stradali e autostradali che comunicano i prezzi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano una media self di 2,024 euro al litro per la benzina. Il valore è di 2,006 euro presso le compagnie e di 2,088 euro nelle pompe bianche.
Per il diesel self, la media complessiva è di 2,241 euro al litro: 2,232 euro presso le compagnie e 2,284 euro nelle pompe bianche. In modalità servita, la benzina si attesta a 2,160 euro al litro e il diesel a 2,377 euro. Le medie riportate per gli altri carburanti sono di 0,769 euro al litro per il GPL, 1,925 euro al chilogrammo per il metano e 1,931 euro al chilogrammo per il GNL.
Le rilevazioni associate ai singoli marchi mostrano, per la benzina, prezzi medi self di 1,991 euro al litro presso Eni, 2,022 presso IP, 1,993 presso Q8 e 2,027 presso Tamoil. Per il gasolio self, i valori indicati sono rispettivamente di 2,191, 2,231, 2,253 e 2,269 euro al litro.
In modalità servita, la benzina risulta mediamente a 2,206 euro al litro presso Eni, 2,197 presso IP, 2,138 presso Q8 e 2,074 presso Tamoil. Per il diesel servito, le medie sono pari a 2,406 euro per Eni, 2,402 per IP, 2,388 per Q8 e 2,313 per Tamoil.
Una domanda per voi
Quali criteri dovrebbe adottare l’Unione Europea per definire in modo omogeneo gli extraprofitti delle compagnie petrolifere?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte
- https://www.quattroruote.it/news/mercato/2026/10/14/prezzi_carburanti.html

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