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Corse elettriche: il futuro del motorsport è EV

6 min.

Quando oltre il 50% delle auto nuove vendute nel mondo sarà elettrico, avrà ancora senso spendere miliardi per migliorare i motori a combustione in pista? È la domanda degli analisti Ray Wills e Howard Buckley. La loro proiezione resta chiara: le auto elettriche a batteria raggiungeranno il 50% delle vendite globali entro il 2028. Secondo gli autori, la crisi legata allo Stretto di Hormuz ha già accelerato l’elettrificazione del mercato e continuerà a farlo.

Motorsport elettrico: perché le corse contano per la strada

Le competizioni non sono solo intrattenimento. Sono un laboratorio durissimo, dove si collaudano prestazioni, efficienza, durata e affidabilità. Poi queste lezioni passano dalla pista alla strada. Gli autori usano un paragone efficace: le corse dei cavalli hanno contribuito a creare il purosangue, mentre il motorsport ha contribuito a creare l’auto moderna. Se il motore a combustione è una tecnologia in uscita, perché continuare a indirizzare verso di esso lo sforzo ingegneristico delle gare?

Elettronauti | Prototipo Ford Nascar


«Noioso» non è una caratteristica tecnica

Alcuni tradizionalisti giudicano noiose le corse elettriche. Il commentatore automotive Mike Costello lo ha detto con più forza: «La velocità senza rumore è come il cibo senza condimento». Gli autori comprendono questa sensazione. Suono, vibrazioni e dramma meccanico fanno parte da oltre un secolo della cultura dell’auto.

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Tuttavia, “noioso” non è un parametro ingegneristico. È un giudizio che dipende da abitudine, presentazione e regole di gara. Piloti di aliante, paracadutisti, sciatori di velocità e velisti inseguono velocità e pericolo senza alcun rumore di combustione.

Il rumore non coincide con la prestazione. È l’effetto di un solo sistema di propulsione, che un secolo di cultura automobilistica ci ha insegnato a percepire come potenza. In un motore a combustione, la maggior parte dell’energia del carburante si disperde in calore. Un’altra quota si perde per attrito e vibrazioni. Solo una minoranza arriva alle ruote sotto forma di movimento.

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Le trasmissioni elettriche ribaltano l’equazione: molta più energia diventa movimento e molta meno si spreca. Il silenzio non indica quindi assenza di prestazioni. È il suono dell’efficienza.

Lo sport evolve: dal cricket alle corse elettriche

Lo sport non resta fermo. Il cricket è passato dai Test di cinque giorni al formato di un giorno, al Twenty20 e alla Big Bash, con gare più brevi e adatte a un pubblico che cambia. Il calcio ha introdotto le sostituzioni, le regole sul retropassaggio, i tre punti per la vittoria, la tecnologia sulla linea di porta e il VAR. La tecnologia ha creato anche gli esport e le corse di droni.

Non tutti gli esperimenti riescono. La MotoE è stata sospesa perché non ha costruito un pubblico sufficiente. Inoltre non ha beneficiato di uno sviluppo abbastanza rapido delle moto ttriche. Questo non dimostra che le corse elettriche non possano funzionare. Mostra che la tecnologia da sola non crea uno sport avvincente. Contano anche competizione, presentazione, racconto e legame con i tifosi.

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Elettronauti | Nascar EV ABB


L’élite del motorsport ha già provato l’alternativa ibrida. La Formula 1 usa powertrain ibridi dal 2014, mentre le ibride stradali sono ormai una tecnologia matura. Se lo scopo delle corse include il miglioramento dei veicoli di domani, gli ibridi appaiono sempre più come la risposta transitoria di ieri. Non rappresentano la destinazione finale.

Bathurst 1000 elettrica: la sfida della gara di durata

La domanda più difficile riguarda le gare di endurance. Potrebbero le auto elettriche a batteria disputare la Bathurst 1000, la corsa di 161 giri e 1.000 chilometri che dura di norma sei o sette ore? Non con il formato attuale, se nient’altro cambia.

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Tuttavia, i regolamenti hanno sempre plasmato tecnologia e strategia. A Bathurst sono già obbligatori le soste, i cambi pilota e la manutenzione dei freni. Una Bathurst elettrica potrebbe richiedere più ricariche rapide, scambi di batteria o una combinazione di ricarica, rigenerazione e strategia sulle gomme.

Oggi gli scambi di batteria commerciali richiedono diversi minuti. Uno scambio adatto alla gara resta quindi una sfida per gli ingegneri. È proprio il tipo di problema che il motorsport esiste per risolvere.

La Formula E prevede già un Pit Boost obbligatorio di 30 secondi, che aggiunge il 10% di energia alla batteria e crea scelte strategiche su quando fermarsi.

Elettronauti | Audi Formula 3


Un’endurance elettrica porterebbe nuove variabili: temperatura della batteria, velocità di ricarica, stato di carica, frenata rigenerativa e gestione dell’energia. Queste si affiancherebbero ai temi noti di pneumatici, ritmo e finestre di sosta. La squadra ai box non scompare. Cambiano soltanto i compiti.

Ansia da autonomia anche a benzina: il caso De Pasquale

Poi, come se Bathurst volesse entrare nel dibattito, Anton De Pasquale è rimasto senza carburante all’ultimo giro e non è riuscito a raggiungere la bandiera a scacchi. Un caso da manuale di ansia da autonomia.

Elettronauti | Camaro 8V Anton De Pasquale - benzina esaurita


Una delle auto più veloci d’Australia aveva ingegneri professionisti, telemetria in tempo reale e una squadra ai box. Eppure non ha trasformato la prestazione in un traguardo, perché ha esaurito l’energia a bordo. L’alta densità energetica del carburante liquido non ha abolito la gestione dell’autonomia. Ha solo reso l’autonomia a benzina così familiare da farci smettere di chiamare l’ansia con il suo nome.

Ogni gara di durata è una gara di energia. I piloti a combustione gestiscono carico di carburante, consumi, ritmo e finestre di sosta. Quelli elettrici gestiranno carica, rigenerazione, temperatura della batteria, usura delle gomme, velocità di ricarica e, forse, scambio batteria. Il vettore energetico cambia, la strategia no.

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Le corse elettriche potrebbero rendere questa strategia più visibile. Si immagini di vedere in tempo reale quale pilota consuma energia per attaccare. Si pensi a chi la recupera nelle curve a S e a chi ha risparmiato abbastanza carica per l’assalto finale.

L’ultimo giro di De Pasquale offre una metafora più ampia. Il mondo ha costruito prestazioni straordinarie attorno a carburanti trattati come illimitati. In realtà sono limitati, geopoliticamente instabili e costosi per l’ambiente. La velocità conta poco se la strategia energetica non porta al traguardo.

Il futuro del motorsport è elettrico

Le corse a combustione sopravvivranno come patrimonio storico, intrattenimento e nostalgia. Accadrà come per le gare storiche che oggi affiancano gli eventi moderni, e come le corse dei cavalli sono sopravvissute all’automobile.

Il baricentro tecnologico del motorsport si sposterà però altrove. Le corse seguiranno i talenti dell’ingegneria, gli investimenti dei costruttori, il mercato futuro e le opportunità commerciali. Il futuro è elettrico. Anche per il motorsport.

E voi, vorreste vedere una Bathurst 1000 elettrica con ricariche rapide e scambi di batteria, o il rombo dei motori a combustione resta insostituibile? 

Fonte
  • http://Descrizione Modifica https://thedriven.io/2026/10/12/the-future-of-racing-is-electric-supercar-race-leader-runs-out-of-fuel-on-last-lap-at-bathurst-proving-noise-is-not-performance/
elettronauti - gianfranco

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.