Skip to main content
elettronauti | Auto e furgoni elettrici davanti alle istituzioni UE sul tema dei target CO₂ al 2035
Plenitude On The Road
Pubblicato il
Aggiornato il

CO₂ auto e furgoni UE: voto sul 2035 e regole CCVR

5 min.

Il 22 ottobre 2026 le commissioni Industria e Trasporti del Parlamento europeo hanno approvato un compromesso che allenta gli standard di CO₂ per auto e furgoni. Il testo riscrive l’obiettivo di zero emissioni allo scarico fissato per il 2035 dal regolamento del 2023. Non si tratta ancora della decisione finale. Mancano il voto della plenaria e il via libera dei governi dei Ventisette.

Il voto in commissione e i numeri del compromesso

Il compromesso nasce dall’accordo tra Partito popolare europeo, Socialisti e democratici e Renew Europe. Per le auto nuove prevede un taglio del 95% delle emissioni medie di flotta nel 2035, rispetto ai valori del 2021. I costruttori possono coprire fino a 7,5 punti percentuali con acciaio a basse emissioni prodotto nell’Unione. Il risultato minimo scende così all’87,5%.

Il testo aggiunge un credito fino a 3 punti per i carburanti rinnovabili e super-crediti per le elettriche compatte sotto i 4,20 metri. Per il 2030 calcola la media del target tra il 2029 e il 2031. Dopo il 2035 resta quindi spazio per ibride plug-in, ibride tradizionali e, in misura limitata, motori a benzina e diesel.

In commissione Industria il voto si è chiuso con 49 favorevoli, 27 contrari e cinque astenuti. In commissione Trasporti i sì sono stati 27 e i no 18. Hanno votato contro Verdi, Sinistra e i gruppi della destra. La commissione Ambiente, che guida il fascicolo, vota a inizio novembre. La plenaria è attesa a dicembre. Il negoziato con il Consiglio parte nei primi mesi del 2027.

https://elettronauti.it/articolo/la-commissione-europea-propone-di-modificare-il-calcolo-dellimpronta-di-co2-delle-batterie/

La proposta della Commissione e la posizione franco-tedesca

La Commissione europea ha aperto la revisione a dicembre 2025 con il pacchetto automotive. Propone per il 2035 un taglio del 90%, pari a circa 11 grammi di CO₂ al chilometro invece di zero. Il 10% residuo richiede una compensazione con acciaio europeo a basse emissioni e con carburanti alternativi. Per il 2030 il target delle auto resta al 55%, ma la verifica avviene sulla media del triennio 2030-2032. La Commissione ha proposto anche una modifica mirata per i veicoli pesanti, con più flessibilità sugli obiettivi 2030.

Il 16 ottobre Francia e Germania hanno formalizzato una posizione comune. Chiedono il 90% senza compensazione obbligatoria e una media su cinque anni, dal 2028 al 2032. Prima dell’intesa la Germania e altri sei Paesi sostenevano l’allentamento, mentre Parigi teneva una linea diversa. I due governi collegano il dossier alle regole sulla produzione europea. Il 70% dei componenti, batterie escluse, e il 10% del contenuto delle batterie dovrebbero provenire dall’Europa. Il cancelliere Friedrich Merz cita i biocarburanti come alternativa all’elettrico.

Il Consiglio decide a maggioranza qualificata. Servono almeno 15 Stati che rappresentino il 65% della popolazione.

Furgoni: obiettivi più leggeri per i veicoli commerciali

Per i furgoni la Commissione abbassa l’obiettivo 2030 dal 50% al 40%. Motiva la scelta con gli ostacoli alla diffusione dei veicoli commerciali a zero emissioni. Oggi i limiti valgono 153,9 g/km nel periodo 2025-2029 e 90,6 g/km dal 2030 al 2034. Per le auto le soglie sono 93,6 e 49,5 g/km.

Secondo l’associazione internazionale del trasporto su strada IRU, le due commissioni parlamentari sostengono per i furgoni un taglio del 35% entro il 2030 e dell’80% entro il 2035. Anche Francia e Germania chiedono di rivedere il target 2030 di questa categoria.

elettronauti | Flotta aziendale di auto e furgoni elettrici in ricarica, tema CCVR


Il CCVR e il peso delle flotte aziendali

Il Clean Corporate Vehicles Regulation (CCVR) completa il quadro. La Commissione lo ha proposto a dicembre 2025. Il regolamento impone alle grandi imprese quote minime di auto nuove a emissioni zero o basse. Entro il 2030 la soglia sale al 69%, con almeno il 45% a zero emissioni. Le flotte aziendali pesano circa il 60% delle immatricolazioni di auto nuove nell’Unione, secondo l’ICCT. Il testo punta quindi a creare una domanda stabile di veicoli elettrici, che poi alimentano il mercato dell’usato.

I dati recenti mostrano un mercato già vicino all’obiettivo. In Francia le grandi aziende hanno raggiunto una quota di auto elettriche a batteria del 43% tra gennaio e agosto 2026, a due punti dal 45% previsto. Uno studio del Fraunhofer ISI, commissionato dall’associazione Transport & Environment, stima fino a 48 miliardi di euro di valore aggiunto e 344.000 posti di lavoro entro il 2030. Il testo incontra però resistenze. A giugno alcuni eurodeputati del PPE hanno chiesto di cancellarlo o indebolirlo.

Le prossime tappe del dossier

Le prossime settimane indicano la direzione. Il voto della commissione Ambiente a novembre e quello della plenaria a dicembre mostreranno se la maggioranza centrista regge. Il confronto con il Consiglio deciderà poi tra l’87,5% del Parlamento, il 90% franco-tedesco e la proposta della Commissione. Il livello finale stabilirà quanto spazio avranno ibride e motori termici dopo il 2035, e quanto peso avranno le flotte aziendali nella diffusione delle elettriche.

Un obiettivo più flessibile aiuta l’industria europea o rallenta la transizione verso l’auto elettrica, secondo te?

Fonte
  • https://www.euronews.com/2026/10/16/france-and-germany-strike-car-industry-deal-linking-2035-engine-rules-to-made-in-europe-pu
elettronauti - gianfranco

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.