Auto elettriche, le officine verso meno tagliandi e più lavori specializzati
La diffusione delle auto elettriche ridurrà una parte della manutenzione ordinaria, mentre per le officine crescerà il peso degli interventi specializzati su batterie, sistemi elettrici e componenti elettronici. Secondo uno studio di Boston Consulting Group, il mercato europeo dell’aftermarket dovrebbe passare dai 99 miliardi di euro del 2025 ai 116 miliardi del 2035, rallentando però rispetto agli anni precedenti.
La crescita media annua prevista è infatti dell’1,7%, contro il 4,7% registrato nel periodo 2021-2025. Tra i fattori indicati figurano la minore manutenzione ordinaria richiesta dalle elettriche e i prezzi elevati delle vetture nuove, che possono spingere gli automobilisti a conservare più a lungo i veicoli già posseduti.
Quali interventi diminuiscono con le auto elettriche
Rispetto ai modelli a benzina o diesel, le auto elettriche non richiedono il cambio dell’olio motore e non hanno una frizione tradizionale o un impianto di scarico da riparare. Non scompare però la manutenzione: restano gli interventi su pneumatici, freni, sospensioni e filtri dell’abitacolo, oltre ai controlli periodici stabiliti dal costruttore.
A questi si aggiungono le verifiche del sistema di raffreddamento della batteria e degli altri componenti elettrici, con modalità che dipendono dalle caratteristiche del veicolo. BCG stima che la diffusione delle elettriche sottrarrà 0,7 punti percentuali all’anno alla crescita del mercato dei ricambi e dell’assistenza.
Lo studio prevede inoltre che nel 2035 le auto completamente elettriche rappresenteranno il 26% del parco circolante europeo, rispetto al 4% indicato come quota attuale. Si tratta di una stima e non di un risultato già acquisito, ma delinea il cambiamento al quale il settore dell’assistenza dovrebbe prepararsi.
Batterie, elettronica e sensori richiedono nuove competenze
Meno manutenzione tradizionale non significa necessariamente assenza di lavoro. Le riparazioni possono coinvolgere componenti complessi e costosi, tra cui le batterie ad alta tensione e i sistemi elettronici di controllo. Per operare in sicurezza diventano quindi centrali attrezzature adeguate, tecnici formati e competenze nella gestione termica di batterie e componenti elettrici.
Il cambiamento riguarda anche le auto tradizionali più recenti. I sistemi di assistenza alla guida, come la frenata automatica d’emergenza e il mantenimento della corsia, possono contribuire a ridurre gli incidenti e alcune riparazioni. Telecamere e sensori devono però essere controllati e calibrati quando gli interventi interessano le parti sulle quali sono installati.
Per le officine si profila quindi un passaggio da una parte dei lavori meccanici ricorrenti verso attività più specializzate. La formazione tecnica diventa uno degli elementi centrali della trasformazione, soprattutto per i centri indipendenti chiamati a lavorare su veicoli con una componente elettrica e digitale crescente.
Prezzi, dati e intelligenza artificiale nell’assistenza
Secondo BCG, l’aumento dei prezzi sarà il principale motore della crescita economica dell’aftermarket europeo fino al 2035. L’inflazione collegata soprattutto ai costi della manodopera e dei materiali contribuirebbe per 21 miliardi di euro ai ricavi, a fronte di un incremento complessivo previsto del mercato pari a 17 miliardi. Il valore del settore potrebbe dunque aumentare senza una crescita proporzionale del numero delle riparazioni.
Preventivi più elevati potrebbero indurre gli automobilisti a rimandare gli interventi non urgenti. Allo stesso tempo, flotte aziendali, società di noleggio, leasing e assicurazioni potrebbero assumere un peso maggiore nella scelta delle officine. Per i centri indipendenti, entrare in queste reti senza comprimere eccessivamente il margine sui singoli lavori sarà un altro passaggio rilevante.
Anche i dati delle auto connesse e l’intelligenza artificiale potrebbero modificare l’organizzazione dell’assistenza. I veicoli possono già trasmettere informazioni sul proprio stato e, quando la tecnologia lo consente, rendere possibili diagnosi a distanza. In prospettiva, i sistemi digitali potrebbero individuare un problema prima che si trasformi in un guasto, suggerire la prenotazione di un controllo e facilitare la gestione degli appuntamenti.
Le case automobilistiche e le reti autorizzate sono indicate come avvantaggiate dall’accesso ai dati dei veicoli e dal contatto diretto con i clienti. Le officine indipendenti dovranno invece investire in formazione e strumenti digitali. Nello scenario tracciato da BCG, entro il 2035 il risultato economico dipenderà non soltanto dal numero di auto riparate, ma anche dalla capacità di gestire interventi complessi, utilizzare i dati e mantenere un rapporto continuativo con gli automobilisti.
Una domanda per voi
Su quali competenze dovrebbero investire per prime le officine chiamate ad assistere un numero crescente di auto elettriche?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte
- https://insideevs.it/news/811780/auto-elettriche-officine-previsione-lavoro/

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