Auto elettriche cinesi, Londra valuta dazi fino al 45%
Il Regno Unito starebbe valutando dazi fino al 45% sulle auto elettriche prodotte in Cina, avvicinando la propria politica commerciale a quella dell’Unione Europea. La misura, tuttavia, non è stata formalmente adottata: il governo britannico ha precisato che il confronto con il settore è ancora aperto.
Secondo le informazioni disponibili, il ministro britannico per il Commercio e l’Industria Jonathan Reynolds starebbe preparando un pacchetto di tariffe modellato su quello europeo. Londra applica attualmente alle auto importate un dazio standard del 10%.
Il modello europeo non prevede un’aliquota unica
Il possibile tetto del 45% non corrisponde a una tariffa uniforme per tutti i costruttori. Nell’Unione Europea il dazio standard del 10% si somma ad aliquote compensative comprese tra il 7,8% e il 35,3%. Il prelievo complessivo varia quindi dal 17,8% al 45,3%, a seconda del produttore.
L’aliquota più alta riguarda SAIC, il gruppo alle spalle del marchio MG. Seguono Geely con il 28,8%, BYD con il 27% e le Tesla prodotte a Shanghai con il 17,8%. Per confronto, le informazioni disponibili indicano dazi fino al 100% negli Stati Uniti, mentre il Giappone non applica dazi sulle auto passeggeri importate.
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Il nodo del programma Made in Europe
La valutazione britannica sarebbe legata al rischio di esclusione dal programma Made in Europe. Secondo quanto riportato, Bruxelles avrebbe chiesto a Londra di adeguare la propria politica tariffaria, temendo che il territorio britannico possa diventare un accesso indiretto al mercato comunitario per i costruttori cinesi.
Per il Regno Unito il rapporto con il mercato europeo ha un peso rilevante. Nella prima metà del 2026 l’UE avrebbe assorbito il 58% delle esportazioni automobilistiche britanniche, mentre il 4% sarebbe stato destinato alla Cina. L’interscambio automotive complessivo tra Regno Unito e Unione Europea varrebbe circa 80 miliardi di euro l’anno.
Un’analisi commissionata dalla Society of Motor Manufacturers and Traders stima inoltre che la produzione automobilistica britannica sostenga circa 24 miliardi di euro di attività economica e 250.000 posti di lavoro collegati ai rapporti con l’UE. Si tratta di stime commissionate dall’associazione, non di effetti già attribuibili alla possibile introduzione dei nuovi dazi.
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Sunderland tra mercato europeo e ipotesi Chery
La questione coinvolge direttamente anche lo stabilimento Nissan di Sunderland, indicato come il più grande impianto automobilistico del Regno Unito. La fabbrica impiega 6.000 persone, dispone di una capacità produttiva nominale di 600.000 veicoli l’anno e destina la maggior parte delle proprie esportazioni al mercato europeo.
Nissan avrebbe avvertito privatamente che lo stabilimento potrebbe essere costretto a chiudere qualora il Regno Unito rimanesse escluso dagli incentivi europei. L’ipotesi non rappresenta una decisione definitiva. Parallelamente, il costruttore starebbe trattando per produrre a Sunderland anche veicoli del marchio cinese Chery.
I funzionari britannici avrebbero esaminato anche il rischio di ritorsioni commerciali da parte di Pechino. La valutazione riportata è che il possibile danno economico legato all’esclusione dal mercato europeo sarebbe superiore a quello derivante da eventuali contromisure cinesi. Anche questo passaggio resta parte della ricostruzione disponibile, mentre la decisione sui dazi britannici non è stata ancora formalizzata.
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Una domanda per voi
Come dovrebbe bilanciare il Regno Unito i rapporti con il mercato europeo e il rischio di ritorsioni commerciali cinesi?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte
- https://it.motor1.com/news/810743/uk-dazi-auto-elettriche-cinesi/

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