Auto a combustione «zero emissioni»: la proposta Ue
Le auto a combustione potrebbero ricevere dopo il 2035 un’etichetta finora riservata ai veicoli elettrici. Una bozza di compromesso al Parlamento europeo propone di contare come zero emissioni le vetture alimentate solo con carburanti rinnovabili. Il testo introduce la categoria VEEF, sigla inglese di “veicolo che funziona esclusivamente con carburanti ammissibili”. La definizione divide ambientalisti, industria e legislatori, mentre il negoziato entra nella fase decisiva.
Dal divieto del 2035 al taglio del 90 per cento
La norma approvata nel 2023 imponeva un taglio del 100% delle emissioni di CO2 allo scarico per le auto nuove dal 2035. Il regolamento rimandava a una proposta futura per i veicoli alimentati solo con carburanti neutri. Il 16 dicembre 2025 la Commissione europea ha cambiato impostazione. Il piano sostituisce l’obiettivo del 100% con una riduzione del 90% rispetto ai livelli del 2021. Il 10% restante va compensato con acciaio a basse emissioni prodotto nell’Unione, con e-fuel o con biocarburanti.
Gli e-fuel sono carburanti sintetici ottenuti da idrogeno e anidride carbonica. I biocarburanti derivano da biomassa, per esempio rifiuti agricoli e oli da cucina usati. Con la proposta di dicembre restano ammesse ibride plug-in, range extender e alcuni motori termici. L’ICCT ricorda che i costruttori potrebbero coprire fino al 3% delle riduzioni richieste con biocarburanti ed e-fuel, qualunque sia la motorizzazione

Cosa contiene il compromesso del Parlamento
Il 22 ottobre 2026 le commissioni Industria e Trasporti del Parlamento hanno approvato un’intesa tra Ppe, S&D e Renew. L’Industria ha votato 49 a 27, i Trasporti 27 a 18. Il testo fissa il taglio al 95% per il 2035. Fino a 7,5 punti possono arrivare dai crediti per l’acciaio verde europeo, quindi l’obiettivo effettivo scende all’87,5%. Il compromesso calcola inoltre la media del 2030 sul triennio 2029-2031.
Il passaggio più discusso riguarda i carburanti. Le auto alimentate con carburanti rinnovabili potrebbero contare come veicoli a zero emissioni. Secondo Transport & Environment, il compromesso consente biocarburanti da colture alimentari fino al 2032. Dal 2033 i nuovi modelli dovrebbero usare solo rifiuti e residui avanzati. Un’altra ricostruzione colloca l’avvio della categoria VEEF nel 2030.
Le critiche degli ambientalisti
Transport & Environment parla di finzione normativa. Un motore che brucia olio di colza e produce gas di scarico, sostiene l’organizzazione, non diventa un veicolo a emissioni nulle. Teme il cosiddetto mass balancing. I costruttori userebbero la miscela di biocarburanti già in vendita invece del carburante puro e venderebbero meno elettriche. Secondo la stessa organizzazione, un milione di VEEF a benzina esaurirebbe subito l’offerta europea di biocarburanti.
L’ICCT sostiene che legare i crediti ai carburanti indebolisce l’integrità del regolamento e prolunga la presenza di auto né a emissioni zero né a carbonio neutro. Lo stesso istituto cita studi sulle ibride plug-in. Nell’uso reale emettono in media oltre quattro volte e mezza più CO2 del valore dichiarato. I detrattori degli e-fuel aggiungono che la produzione consuma molta energia e ha una redditività commerciale limitata.
Le ragioni di industria e governi
I sostenitori della svolta parlano di neutralità tecnologica. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e i costruttori europei hanno accolto con favore la proposta della Commissione, giudicandola più flessibile. Sei primi ministri, tra cui Giorgia Meloni e Donald Tusk, avevano chiesto di mantenere ibride plug-in, range extender e celle a combustibile dopo il 2035.
Non tutta l’industria applaude. L’associazione tedesca VDA ha giudicato la proposta di dicembre deludente. I requisiti su acciaio verde e carburanti rinnovabili, spiega l’associazione, dipendono da fattori fuori dal controllo dei costruttori. Chi non li rispetta rischia sanzioni.
I prossimi passaggi
La commissione Ambiente, che guida il dossier, vota all’inizio di novembre e la plenaria è attesa a dicembre. Poi Parlamento e Consiglio dell’Ue negoziano il testo finale. Un accordo è previsto all’inizio del 2027. Gli Stati membri hanno già discusso la proposta nei Consigli Ambiente di marzo e giugno 2026. La norma in vigore, che impone il 100%, resta valida finché il legislatore non la modifica.
Contare come zero emissioni un motore che brucia carburante rinnovabile aiuta la transizione o ne indebolisce la chiarezza, secondo te?
Fonte
- https://www.archynewsy.com/eu-parties-agree-to-soften-2035-ban-on-combustion-engines/#google_vignette

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.




